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Solo il 27,6% dei click da Google Search raggiunge il web aperto
Fonte: Search Engine Roundtable
Uno studio di Sparktoro e Similarweb rileva che il 68% delle ricerche Google non genera alcun click, e dei click rimanenti solo il 27,6% va verso siti web esterni. La tendenza si è aggravata significativamente dall'introduzione di AI Overviews, con traffico sempre più dirottato verso risultati proprietari di Google (YouTube, Maps, AI Mode) e annunci a pagamento.
> ANALISI APPROFONDITA
Il 68% delle ricerche su Google si conclude senza alcun click verso destinazioni esterne. Dei click effettivamente generati (32%), solo il 66% raggiunge il web aperto: tradotto in termini assoluti, significa che appena 27,6 ricerche su 100 portano traffico a siti web esterni. Il dato emerge da uno studio congiunto di Sparktoro e Similarweb pubblicato a giugno 2026 e rappresenta un peggioramento accelerato rispetto agli anni precedenti.
Il restante 34% dei click generati si distribuisce tra proprietà Google (YouTube, Maps, Images, AI Mode) per il 27% e annunci a pagamento per il 6%. In pratica, su 1.000 ricerche Google effettuate negli Stati Uniti, solo 276 click arrivano a siti web di terze parti. Il trend è in costante deterioramento dal 2020, ma l'introduzione di AI Overviews ha impresso un'accelerazione significativa al fenomeno.
La dinamica non è uniforme: le ricerche informazionali e navigazionali sono le più colpite, mentre le query transazionali mantengono tassi di click-through relativamente più alti, anche se in calo. AI Overviews risponde direttamente a domande che prima richiedevano la consultazione di almeno una fonte esterna, erodendo traffico da categorie storicamente redditizie come how-to, definizioni, confronti prodotto e dati fattuali.
La quota di traffico dirottata verso proprietà Google (27% dei click totali) evidenzia una strategia di verticalizzazione: Google non si limita a non inviare click, ma quando li genera li indirizza preferenzialmente verso ecosistemi controllati. YouTube beneficia di posizionamenti privilegiati in SERP, Maps domina le ricerche local, AI Mode trattiene utenti in un'interfaccia conversazionale proprietaria.
Per i siti che dipendono da traffico organico informazionale, il modello di business è sotto pressione strutturale. Non si tratta di fluttuazioni algoritmiche reversibili, ma di un ridisegno dell'interfaccia di ricerca che privilegia la ritenzione dell'utente all'interno dell'ecosistema Google. La SEO tradizionale, ottimizzata per massimizzare click da SERP, opera in un contesto in cui il click stesso è diventato un evento minoritario.
Lo studio si basa su dati Similarweb aggregati da milioni di utenti USA e rappresenta la fotografia più aggiornata del fenomeno zero-click, già documentato negli anni precedenti ma mai con percentuali così nette. La metodologia esclude ricerche da utenti non loggati e traffico mobile app, quindi la situazione reale potrebbe essere ancora più severa per il web aperto.
> COSA CAMBIA PER TE
- ▸ I siti che monetizzano tramite advertising display o affiliate link su contenuti informazionali subiscono un calo strutturale di impression e conversioni, non recuperabile con ottimizzazioni on-page tradizionali.
- ▸ Le strategie SEO devono spostarsi da 'massimizzare ranking' a 'massimizzare click nonostante AI Overviews', privilegiando query transazionali, contenuti di approfondimento non sintetizzabili e brand awareness.
- ▸ Il traffico da Google Search va considerato una fonte in declino irreversibile per contenuti puramente informativi; diversificare su newsletter, social, referral e traffico diretto diventa prioritario.
- ▸ I budget SEO per contenuti how-to generici e FAQ semplici vanno riallocati: Google risponde direttamente a queste query senza inviare traffico, rendendo l'investimento a ROI negativo.
- ▸ Le proprietà Google (YouTube in particolare) diventano canali SEO a sé stanti: ottimizzare video per ranking in SERP può catturare parte del 27% di click dirottati verso ecosistemi proprietari.
> ESEMPI CONCRETI
COSA FARE
Un sito di ricette che pubblica guide tipo 'come sostituire il burro' vede il traffico crollare perché AI Overviews risponde direttamente con una lista sintetica. Spostare il focus su 'ricette complete con video e varianti regionali' aumenta la probabilità di click, perché il contenuto non è sintetizzabile in una risposta breve.
COSA EVITARE
Evitare di investire risorse in articoli tipo 'definizione di X' o 'differenza tra A e B' se il sito non ha autorità consolidata: Google estrae queste risposte direttamente e il posizionamento in top 3 non garantisce più traffico significativo. Meglio puntare su guide comparative lunghe con tabelle, tool interattivi o case study originali.
SCENARIO
Un e-commerce di elettronica che ottimizza schede prodotto per query '[modello] specifiche' recupera click perché l'utente vuole dettagli tecnici completi e possibilità di acquisto immediato, informazioni che AI Overviews non fornisce in modo esaustivo. Le query puramente informazionali ('cos'è un SSD') vanno invece abbandonate come fonte di traffico.
> COME TESTARE L'IMPATTO
- Apri Google Search Console → Prestazioni e filtra le query per impression > 1.000 nell'ultimo trimestre; calcola il CTR medio per categoria di intent (informazionale, transazionale, navigazionale).
- Identifica le query informazionali con CTR < 5% e verifica manualmente se AI Overviews compare in SERP per quelle keyword; annota la percentuale di query informazionali coperte da AIO.
- Confronta il traffico organico Google degli ultimi 12 mesi con lo stesso periodo dell'anno precedente, segmentando per tipologia di contenuto (how-to, guide, schede prodotto, blog opinion); isola il calo specifico su contenuti informazionali.
- Usa uno strumento di rank tracking per monitorare 20 query chiave informazionali: verifica se il posizionamento è stabile ma il traffico cala comunque (segnale di zero-click causato da AIO).
- Analizza le fonti di traffico in Google Analytics 4: calcola la percentuale di sessioni da Google Search sul totale e confrontala con 2023-2024; se il calo è > 15% e il traffico diretto/referral non compensa, il sito è esposto al rischio zero-click.
- Testa manualmente 10 query principali del sito in modalità incognito: conta quante mostrano AI Overviews, quante hanno video YouTube in posizione prominente, quante hanno featured snippet; stima la 'superficie di click' residua disponibile per il tuo sito.
> DOMANDE FREQUENTI
Se il mio sito è in posizione 1-3 ma il traffico cala, è colpa di AI Overviews?
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Molto probabilmente sì, se le query sono informazionali. AI Overviews compare sopra i risultati organici e risponde direttamente, azzerando la necessità di click anche per siti ben posizionati. Verifica manualmente in incognito se AIO è presente per le tue query principali: se compare, il posizionamento organico vale meno di prima in termini di traffico effettivo.
Ha ancora senso investire in contenuti SEO informazionali nel 2026?
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Dipende dalla complessità e dall'unicità del contenuto. How-to semplici e definizioni sono morti come fonte di traffico. Guide approfondite, contenuti multimediali, tool interattivi, dati proprietari e opinion editoriali mantengono valore perché non sintetizzabili in una risposta breve. La SEO informazionale va ripensata in chiave 'non riassumibile da AI'.
YouTube può compensare il traffico perso da Google Search?
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Parzialmente. YouTube cattura parte del 27% di click dirottati verso proprietà Google e i video rankano bene in SERP per molte query informazionali. Richiede però competenze diverse (produzione video, ottimizzazione YT) e monetizzazione meno diretta rispetto a traffico web. Va considerato un canale complementare, non sostitutivo, con logiche SEO proprie.
I siti di news sono colpiti allo stesso modo?
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Meno, ma non sono immuni. Le query di breaking news e approfondimento mantengono CTR più alti perché AI Overviews non copre notizie recentissime e l'utente cerca fonti multiple. I siti news soffrono invece su query evergreen tipo 'come funziona X' o 'storia di Y', dove AIO risponde direttamente. La tempestività e l'esclusività proteggono parzialmente.
> IL PUNTO DELLA REDAZIONE
Questo studio chiude definitivamente il dibattito su 'quanto impatta davvero AI Overviews': la risposta è 'moltissimo, e in modo irreversibile'. Chi ha costruito traffico e revenue su contenuti informazionali generici si trova davanti a un modello di business rotto, non a una fluttuazione algoritmica. La SEO come disciplina non muore, ma cambia perimetro: ottimizzare per il click diventa prioritario rispetto a ottimizzare per il ranking. Query transazionali, contenuti non sintetizzabili, brand building e diversificazione delle fonti di traffico sono le uniche leve rimaste. Chi continua a produrre how-to generici sperando in un ritorno di traffico organico sta bruciando budget. La quota di click dirottata verso proprietà Google (27%) è il dato più inquietante: non si tratta solo di zero-click, ma di click estratti dal web aperto e reindirizzati verso ecosistemi chiusi. Per chi fa SEO, ignorare YouTube e altre proprietà Google come canali di posizionamento significa rinunciare a quasi un terzo dei click ancora disponibili.
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Questo articolo include un riassunto della notizia originale e, per gli item critici (5/5), una analisi editoriale prodotta da Osservatorio SEO.
Il riassunto è generato da anthropic/claude-haiku-4.5, l'analisi approfondita da anthropic/claude-sonnet-4-5.
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